Senecio
     SENECIO

Fondatore
Emilio Piccolo

Direttori
Andrea Piccolo e Lorenzo Fort



Non si tratta di conservare il passato, ma di realizzare le sue speranze
Horkheimer-Adorno, Dialettica dell'illuminismo

Rivisitazioni, traduzioni, manipolazioni



Redazione
Gianni Caccia, Maria Grazia Caenaro, Claudio Cazzola
Letizia Lanza, Vincenzo Ruggiero Perrino, Andrea Scotto


Aldo Vianello
Scheda biobibliografica

1. Rievocazione
2. Per una sintesi del tutto
3. La mia estate
4. Infelicità
5. Il viaggio di un veneziano
6. Non fiori ma opere in versi
7. Religio
8. Bellica
9. Eretica
10. Biblica

1. Rievocazione

a chi non ha sostituito Gesù
con la spada di Maometto

Da un lampo tra le orbite
che percorrono gli abissi
di una mente in rivolta,
 

un suono di corno
sul ciglio di un monte
annunciò il Salvatore.
 

Il paradiso delle bestie,
la Terra, diede un brivido
al cuore del nuovo Adamo,
 

che sul giaciglio di fortuna,
come un aquilotto nel suo nido,
attrasse una colomba …
 

E dove il vento si fece ricamo
d’inverosimili ghiaccioli
vi erano fate pensose.
 

Ma innanzi al fulgido bimbo
avvolto nel riflesso di cometa
s’inginocchiarono i re.
 

E per Maria e Giuseppe
un vagito era come un salmo
che iniziò una lode.
 

Non fu diversa da quella
che sovrastava l’ascolto
delle umili creature.
 

Sul loro dolce sembiante
aleggiò un profumo
di forte commozione,
 

da biada fumante!
 

2. Per una sintesi del tutto

alla tridimensionalità
di Enrico Camporese


Più che sui volti ben formati
sotto un cielo di fuoco
tra colonne a sfondo scenico
la strage di Erode
ha nervi scoperti
su materiali da pacchi
 

                        per voli express.
 

Segnali di natura emozionale
tracciano dinamiche
per una sintesi del tutto.
Nelle fasi di notturno
cieco abbandono
percepito è uno scoppio
 

                        di lunga risata.

3. La mia estate

 

Una brezza marina
mi accompagna ai miasmi
delle babeliche genti.

 Il meriggio sfuma nel clima
di labirintica città.
 

Grugni da fitta selva
invadono le calli
fuggendo come il tempo
a caccia di bisonti.
 

La mia estate è una sbronza
da vendemmia
Millenovecentosessantaquattro.

4. Infelicità

Un angel dalle ali di piombo
si è getato a capofitto
dal cielo.
Un como intriso di vergogna
corrse il suo cranio.
 

A guisa di quel sovrano
che solleticò le orecchie di Eva
lo spazzino
dei miei verdi occhi
sarà più che mai vorace.
 

In un rogo di libri eterni
gioca il vento della notte.

5. Il viaggio di un veneziano

 
Marco, da buon amico di Nettuno
amò tanto il remo e la vela
che volle portare il cuore,
la patria e le spezie
dove alto si levò il Drago.
 
Di corrente in corrente
o lungo le schiumose
intensità dei venti
egli fu pari al vessillo
che dominò sui mari.
 
In cuor suo affidò l’avventura,
il buon senso delle genti,
al poderoso, alato felino,
custode di PAX TIBI
MARCE EVANGELISTA MEUS.
 
Proveniente dagli abissi
e dai cavernosi porti,
creature da poema
assediarono il viaggio
solenne quanto un sogno.
 
Un approdo avviò la fede
sulla Via della seta.
Opere da miniato fulgore
profusero nei recessi del petto
un flusso di festa.
 
E tra le anime di bel fregio
e d’ogni spessore di catena
si acuì la mente di Polo,
che fermò il tempo
nel dettare i grandi eventi.
 
Dove lo spazio è meno curvo,
Euclide, per leggere tre volte
Il Milione agli dèi fanciulli,
pose un leggìo sul dorso
di un vecchio Titano.
 
 
6. Non fiori ma opere in versi
agli amici di E. Vedova
 
Addio al ragnone
che ha rotto ogni logica,
l’universale ricamo
della pietosa Natura.
 
Addio al pinturacchio
per eccellenza,
le cui tele sono pari
al groviglio della sua barba.
 
È stato un Prometeo
che per i comuni mortali
rappresentò Il Tristo,
l’involuzione umana.
 
Il quasi allegro addio
al nulla non ha frenato
un tiro di fionda
alla sanguinaria stella
 
a cinque punte.



7. Religio*
                                         
Confidenzialmente
alla fede
impressa nel legno
di Dante Baron  


Dal mare a te canto, Maria.
 
Un grande porto
è pieno di veleni
e nel risucchio
delle rombanti velocità
cadono le rive.
Ma nel connubio delle fedi
l’Oriente brilla in gondola!
 
Regina dei cuori,
che attendi un varo
di mirabile, mitica nave,
finché sei nel verbo
delle mie lunghe notti
giocano, i venti,
con la stessa lena
di un  fanciullo
che ritorna agli occhi
di chi ti somiglia.
 
Dagli abissi a te mai giunga
una lode senza un fiore.
 
* Da Quotidiana fermezza, Supernova, Venezia 2007


Lo spirito in vacanza
 
I
Lungo la rotta dei nuovi cieli
ho potuto affrontare
l’intransigenza del Corano.
 
Le mie lunatiche bordate
evitarono approdi da sirena.
 
Forse domani ritornerò lassù.
 
II
Il vento
annuncia una grazia,
il single della Trinità
è il patrono
delle coppie di fatto.

8. Bellica*

La barbarie in Siria mi dà ragione:
amare il nemico
è come introdurre i testicoli
nel celebrato amor contronatura.

Leggi scellerate amplificano i cronicari
e la memoria di Lepanto
più non è a difesa del veneto leone.

 

Fuga dal terrore nella notte
faglie del vecchio continente
sono abissi tra le colonne d’Ercole
o sotto lo schienale di Sisifo.

La Terra non sopporta

l’uomo armato.

*Nota asteriscata. Cfr. A. Vianello, Danza di parole, Supernova, Venezia 2017, pp. 132; 138.

9. Eretica*

al padre ideale
del poeta lapidario

Appena cannibalizzato
dal corpo di Cristo,
il Fürher bambino sognò
la prominenza del petto
di Maria.
Vide con gioia
che non era diverso
da quello di sua madre,
formoso
e tinteggiato dal sole.

Friggendo gli ebrei
sognò il Messia,
che su due guanciali
russava
sbavando l’infermità
del vecchio mondo.

 

*Cfr. A. Vianello, Danza di parole, Supernova, Venezia 2017, p.  96. (ndr)

10. Biblica

Uno stolto che ama definirsi Messner
convinse un buontempone
quasi monaco
a disegnare una salita
verso la gloria terrena.

L’opera significò lo scheletro
del committente,
che uscito da una frana
lesse queste parole di nube:

            “Un vertice di pietra
             non vale un piolo
             della scala di Giacobbe”.

 

L’insetto musicale
riduce l’estate
a strumento di tortura.

Le parti più sensibili
hanno i segni
del cacciatore di sangue.

Quanto di magico uscì
dal cilindro
straboccante di portenti

piace al nemico del Creato.

 

Nel farsi persona
soggetta al pensiero
la verità diventò vertigine,
canto del Signore.

Dal vertice dello Spirito
cadde l’aquilotto
che perse le piume
ai margini della terra.

 

 


Per contattare la
DIREZIONE


Indice
Saggi, enigmi apophoreta
L'antico on line
Classici latini e greci

Rivisitazioni manipolazionii

La fonoteca di Senecio
Schede dei collaboratori
Recensioni, note extravaganze
La biblioteca di Senecio


In collaborazione con
VICO ACITILLO- POETRY WAVE