Senecio
     SENECIO
Fondatore
Emilio Piccolo

Direttore
Andrea Piccolo e Lorenzo Fort



Non si tratta di conservare il passato, ma di realizzare le sue speranze
Horkheimer-Adorno, Dialettica dell'illuminismo

Rivisitazioni, traduzioni, manipolazioni



Redazione
Sergio Audano, Gianni Caccia, Maria Grazia Caenaro
Claudio Cazzola, Lorenzo Fort, Letizia Lanza

Pierino Gallo
Scheda biobibliografica

Invocationes

Vieni
Progne
bambina,
a chiudere
i miei versi.
 
La rondine
e la brina
si consigliano
intanto
nel contendersi
il posto.
 
Lascio
carte
ingiallite
con le mani
distratte
dal fuoco.
 
Dal candido
gioco
delle raganelle
scaturisce
il tuo volo
intrepida Poesia.
 
***
 
Soglia di luce mortale
racchiusa in gheriglio
che è vento,
casa,
strale,
poeta,
giullare…
 
Soglia di sangue
che è luna
mescolata
al tramonto,
bruna
iraconda
gemella
di Naiade,
immonda
Metella.
 
Sulla pietra
più bella,
i nomi
dell’infanzia.


 

Il Volo degli Angeli - 1*

Ogni angelo – dicono – è rivoltoso
se lascia che il bianco
delle sue vesti
si faccia terra
nell’antica scesa
verso l’umano.

Non è forse un miracolo
il chiedere perdono,
quando interni riflessi
decidono il corso
della coscienza?

Cosa ci resterebbe
del chiudere la soglia
di un solo abbraccio
in grado di salvare?

Ogni singolo pensiero
reclama ali,

angeliche,

remote.

***

Ingannami, ti prego, mi accade ancora
di pensare al sudario delle tue paure.
Il nero tremendo dell’avido inchiostro
lascia che sia raggiunto dai fantasmi.

Inventami, ti prego, mi affligge ancora
il pensiero del Bello, vezzo dell’esteta.
Il tono giallastro del cielo rimbomba
per avere più fiato.

Sono l’angelo Israfel, le corde del liuto
che suono nell’ombra le modello dal cuore.
Narrerò alla mia voce il segreto rumore

dell’eterno

 

 


 

*Cfr. P. Gallo, Geometrie dell’inganno (ovvero i soavi licor e i succhi amari). Prefazione di B. Vincenzi, Aljon Editrice, Francavilla Marittima (CS), 2008.

 

Il Volo degli Angeli - 2*

Se presso
i tuoi fuochi
si adunano gli dei,
ogni sera verrò
per nutrirti
d’ambascia.

I mocassini
nuovi
sulle scale
reclamano
memoria
in strisce
opache.

Per nutrirti
d’affanni
butterò giù
la porta,
anche se ai fuochi,
incolto Adulatore,
di dei,
Tu,
non ne hai mai avuti.
***
Il tuo labbro
è riempito
di fiele,
come nel sacrificio
dell’Eletto.

La ruggine
dei chiodi
sulle mani,
lievita
le emozioni
dell’eterno.

Eterno
di legni

e trafittura.

 

 


 

*Cfr. P. Gallo, Geometrie dell’inganno (ovvero i soavi licor e i succhi amari). Prefazione di B. Vincenzi, Aljon Editrice, Francavilla Marittima (CS), 2008.

 

 

Al Poeta*

Poeta, t’insegno il dolore
al morire dell’alba.

Le naiadi
affrante
e le pleiadi
afflitte,

le mani
trafitte
dal bruciore
dei corpi.

T’insegno il dolore
Poeta
e gli storpi
avventori
del Sogno.

Le Giuditte formose
e le donne vogliose
di Arthur
o Paul.

T’insegno il dolore
lo so
per sentirti
nel ventre.

 

 


 

*Cfr. P. Gallo, L’abbecedario di Verlaine, LietoColle, Faloppio (CO) 2012, p. 90.


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