Il talento di Persefone*
Radùnati attorno al mio respiro
fatti specchio ai demoni che lo abitano
ch’io sappia da che guarire
e impari il nome del mio male
lontano dal tuo corpo sagrato
del divino in me. Affidami il tuo dire
traverso – frangiflutti che sparpaglia l’onda
del mio sentire. Accordami la parola
che sola salva dal sospetto che impuri siano
i desideri di Dio se noi ne siamo l’oggetto.
Assicurami il talento di Persefone
tu, mia ragione scoscesa a picco
sull’ubiquità di cui mi fai capace.
Muta in furtiva voce la vertigine
di essere riva al tuo destino
perché non si sconsacri il cuore
nel presagio della carestia
e sia divino questo nostro umano
tentare l’invisibile.
Comunicati in me
che io ti sia particola di grazia
e poi amami come un dubbio
e come un dubbio arrivami
attraverso distanze ribelli
alla mia paziente fede. Sii per me stanza
convalescenza e quell’eterno
che diserto seguendo te.
*Cfr. Parole di donne che si tengono per mano, a cura di A. Bontae - G. Cianfelici - A.M. Robustelli, Cooperativa Sociale Magazzino, 2024. (ndr).